La festa del Trillante ri(n)corre l’anniversario della nascita dell’associazione e della costituzione del gruppo. A fare da padrona indiscussa è, quindi, la voglia di commemorare la nascita de “I Trillanti”, ricreando le sensazioni che loro stessi hanno provato: emozione, divertimento e voglia di condivisione.
È una vera e propria festa popolare, che ha lo scopo di diffondere il sapere tradizionale ospitando personalità significative del panorama etnico italiano, ognuno espressione della propria terra, portatore sano della propria cultura, e della propria tradizione/ innovazione. L’idea è quindi quella di condividere esperienze e scambiarsi culture a suon di piedi, nacchere e tamburelli. Far scontrare la pizzica con la tammurriata, la calabrese con il saltarello, riconducendole tutte alla loro naturale origine comune: la tarantella. Tutte discendono da questa, tutte sono questa, a testimonianza di tradizioni che vengono percepite così profondamente diverse, ma che, in realtà, hanno un’unica, immensa matrice comune, come se fossero tanti rami (ognuno con proprio colore, propria lunghezza e morfologia, proprie foglie) di uno stesso albero. Un albero con le stesse radici.
La Festa del Trillante ha ospitato: Alessia Tondo, La Paranza di Antonio O'Lione Matrone, Roberto Chiga, Luca Buccarella, Antonio Castrignano, Giuliano Gabriele;  Rocco Nigro e Rachele Andrioli,  Progetto Sanacore;  Giancarlo Paglialunga, Massimiliano Morabito e Massimiliano De Marco, Marcello Colasurdo con la sua paranza; Andrea De Siena e Veronica Calati a Maria Piscopo; da Alessandro Calabrese a Cristina Falasca, Enzo Tammurriello. Sono questi tutti gli artisti che, fino a questa IV edizione e a vario titolo, hanno vissuto nella festa e in tutti i luoghi che essa ha coinvolto.
Il tema che fin dal principio ha accompagnato la nascita della manifestazione, è sempre stato quello del “viaggio”. Viaggio tra le tradizioni del centro e sud Italia, ma anche tra i diversi paesi della Ciociaria. Per questo motivo il festival è stato trasformato in itinerante, in un nomade che si sposta ed esplora, svolgendolo così, di anno in anno, in un posto diverso del nostro bellissimo territorio.
La ratio alla base di questa decisione sta nel voler, attraverso questa iniziativa, contribuire attivamente alla promozione del territorio ciociaro e delle realtà locali in esso operanti, focalizzandosi sulla conoscenza dei luoghi maggiormente tipici e attrattivi a 360°. Questo perché si crede fortemente nelle sue potenzialità e nella sua capacità intrinseca di generare affezione e voglia di ritornarci.
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